I consigli per la prevenzione

I CONSIGLI PER LA PREVENZIONE

“Adottando uno stile di vita più sano è possibile evitare taluni tipi di cancro e migliorare lo stato di salute”.

1. Non fumare. Se fumi, smetti il più presto possibile e non fumare in presenza di altri. Se non fumi, non provare a farlo.
2. Se bevi alcolici, birra, vino o liquori, moderane il consumo.
3. Aumenta il consumo quotidiano di verdura e di frutta fresca. Mangia spesso cereali ad alto contenuto di fibre.
4. Evita l'eccesso di peso, aumenta l'attività fisica e limita il consumo di grassi
5. Evita l'esposizione eccessiva al sole ed evita scottature, soprattutto nell'infanzia.
6. Attieniti strettamente alle norme che invitano a non esporsi alle sostanze conosciute come cancerogene. Rispetta tutte le istruzioni di igiene e di sicurezza per le sostanze cancerogene.
Molti più cancri possono essere curati se diagnosticati tempestivamente
7. Consulta un medico se noti un rigonfiamento, una lesione che non guarisce (anche in bocca), un neo che cambia forma, dimensioni o colore, o qualunque emorragia anormale.
8. Consulta un medico se presenti continui problemi quali tosse o raucedine persistenti, un mutamento delle abitudini intestinali o urinarie o una perdita inspiegabile di peso.
Per le donne
9. Partecipate ai programmi organizzati di screening del cancro del collo dell'utero.
10.Sorvegliate regolarmente il vostro seno. Partecipate ai programmi organizzati di screening mammografico se avete più di 50 anni.


1. Non fumare. Se fumi, smetti il più presto possibile e non fumare in presenza di altri. Se non fumi, non provare a farlo.

Si stima che circa il 25-30 per cento di tutti i cancri nei paesi sviluppati siano connessi con il tabacco. Secondo i risultati di studi svolti in Europa, Giappone e America del Nord, tra l'83% e il 92% dei cancri del polmone negli uomini e tra il 57% e l'80% dei cancri del polmone nelle donne sono imputabili al fumo delle sigarette. Tra l'80% ed il 90% dei cancri che insorgono nell'esofago, nella laringe e nella cavità orale sono connessi con l'effetto del tabacco, sia da solo, sia associato al consumo di alcool.
Il tabacco può uccidere in più di venti modi, causando ad es. cancro polmonare ed altre forme di cancro, cardiopatie, malattie cerebrovascolari, bronchite cronica, nonché altre malattie respiratorie. Per i fumatori il tasso di mortalità nella mezza età (tra i 35 e i 69 anni) è tre volte quello dei non fumatori e circa la metà dei fumatori abituali di sigarette decederà alla fine a causa di questa abitudine.
Molti di questi non sono fumatori particolarmente accaniti ma possono essere caratterizzati dal fatto di aver cominciato a fumare nel corso dell'adolescenza. La metà dei decessi dovuti al tabacco avverrà nella mezza età (35-69) ed ogni fumatori perderà approssimativamente 20-25 anni della speranza di vita di un non fumatore: la restante metà dei decessi avverrà dopo l'età di 70. Tuttavia vi è prova assodata ed evidente che cessando di fumare prima di sviluppare un cancro o altre gravi malattie si evita la maggior parte del rischio supplementare successivo di decesso a causa del tabacco anche qualora si cessi di fumare nella mezza età.
Pertanto il primo comandamento del codice europeo contro il cancro recita:
NON FUMARE. Il fumo è la più frequente causa singola di morte prematura.
FUMATORI: CESSATE AL PIU' PRESTO DI FUMARE. In termini di miglioramento della salute, smettere di fumare prima di sviluppare un cancro o un'altra grave malattia evita la maggior parte del rischio residuo successivo di decesso a causa del tabacco, anche qualora si abbia smesso di fumare nella mezza età.
NON FUMARE IN PRESENZA DI ALTRI. Le conseguenze per la salute del tuo fumo possono pregiudicare la salute degli altri intorno a te.
SE NON FUMI, NON PROVARE A FUMARE. La maggior parte di coloro che provano diventano fumatori abituali: è difficile smettere una volta che si abbia iniziato.


2. Se bevi alcolici, birra, vino o liquori, moderane il consumo.

Nell'uomo vi sono prove epidemiologiche che il consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio di cancri della cavità orale e della faringe, nonché dell'esofago e della laringe. I rischi sono dovuti essenzialmente al contenuto di etanolo nelle bevande alcoliche consumate e risultano connessi alle bevande alcoliche più comunemente consumate in ciascuna popolazione. Essi tendono ad aumentare man mano che aumenta l'etanolo assorbito mentre manca una soglia chiaramente definita al di sotto della quale non si rilevano effetti.
Il consumo di alcool aumenta il rischio di neoplasmi dell'apparato superiore digerente e respiratorio, anche in assenza di fumo. Ciò porta a ritenere che l'alcool possa agevolare l'effetto cancerogeno non solo del tabacco ma altresì di altri agenti cancerogeni ai quali sono esposti gli apparati superiori digerente e respiratorio dell'uomo, in particolare agenti di origine nutrizionale. Benché si sia pensato che l'alcool derivato da bevande "forti" sia più nocivo ai fini del rischio di cancro in questi organi, a livelli comparabili di assunzione di alcool, le prove non sono incontrovertibili. Perciò la quantità complessiva di etanolo ingerito risulta essere il fattore decisivo nella determinazione di questo rischio accresciuto e non tanto la provenienza specifica di questo alcool: è il consumo complessivo di etanolo ingerito che va ridotto. Il consumo di alcool è inoltre strettamente connesso al rischio di cancro primario del fegato.


3. Aumenta il consumo quotidiano di verdura e di frutta fresca. Mangia spesso cereali ad alto contenuto di fibre.

La dieta ed i fattori nutrizionali fin dagli anni Quaranta sono al centro dell’attenzione per quanto concerne l’eziologia (cioè lo studio delle cause) dei tumori. La ricerca si è decisamente orientata sulla possibilità di un’associazione tra alimentazione e rischio di sviluppare neoplasie nell’uomo. La prima ad essere riscontrata fu una forte correlazione tra diete ricche di grassi e il carcinoma mammario.
Il ridotto apporto di alcune vitamine (A, C, E, B2) è ritenuto un fattore di rischio per l'insorgenza di neoplasie delle alte e basse vie digerenti e respiratorie. Anche alcuni minerali, come lo zinco e il calcio, sembrano essere protettivi nei confronti dell'insorgenza dei tumori.
Le fibre alimentari hanno un notevole ruolo protettivo nei confronti del cancro, grazie al fatto che accelerano il transito delle feci, riducendo la possibilità da parte della flore batterica intestinale di produrre fattori cancerogeni (per esempio, i deossiderivati degli acidi biliari). Le fibre modificano la composizione dei digliceridi fecali riducendo gli effetti degli stimoli proliferativi sulla mucosa intestinale.
Per ridurre la probabilità di contrarre un tumore bisogna adottare una dieta variata, ricca di vegetali (frutta e verdura), ed eventualmente assumere un multivitaminico.
Nel 1983, l’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti giunse alla conclusione che, dopo il fumo di tabacco, i fattori dietetici e nutrizionali erano le cause singole più importanti per lo sviluppo di tumori. Da allora la ricerca epidemiologica ha migliorato le conoscenze sull’esatta correlazione tra cibo, nutrizione e rischio di sviluppare una neoplasia, e ha cercato di identificare l’associazione con particolari componenti della dieta per determinare la migliore strategia di intervento.
Inizialmente maggiore attenzione fu data all’assunzione di grassi con la dieta, in particolare grassi di origine animale. Effettivamente si giunse alla conclusione che i grassi animali hanno un ruolo importante nella patogenesi del cancro del colon retto e di quello del seno.
Un gran numero di studi epidemiologici suggeriscono che un elevato consumo di frutta e verdura abbia un effetto protettivo contro il rischio di sviluppare vari tumori, in particolare dell’esofago, dello stomaco, del colon, del retto e del pancreas. Bassi tassi di alcuni tumori riportati nelle regioni del Sud Europa, sono stati attribuiti a diete a basso contenuto di grassi provenienti da fonti animali e carne, e ad elevato contenuto di pesce, olio d’oliva, vegetali, frutta, grano e moderato consumo di alcool. L’associazione con la riduzione del rischio di sviluppare un cancro esiste per un’ampia varietà di vegetali e frutta. Esiste anche un’aumentata evidenza che il consumo di elevati livelli di questi alimenti è anche benefico per altre patologie croniche. Vegetali e frutta contengono un ampio numero di potenziali agenti anticarcinogenetici, con meccanismi d’azione complementari o sovrapponibili.
Tuttavia le molecole contenute in essi che conferiscono loro questa capacità e il loro meccanismo d’azione sono sconosciuti. La conoscenza approfondita del meccanismo d’azione è solo incompleta, ma questo non è necessario per poterne raccomandare il consumo per la prevenzione. In ogni caso non è possibile raccomandare supplementi alla dieta con vitamine e minerali per ridurre il rischio di cancro basandosi su quelle che sono le evidenze correntemente disponibili.
Infine è difficile essere precisi circa la quantità di frutta e vegetali raccomandabile. Frutta e vegetali dovrebbero comunque essere assunti ad ogni pasto e consumati in abbondanza.

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Esistono alcune sostanze naturalmente presenti negli alimenti, come la cicasina (contenuta nelle noci di cicadia) e la quercitina (contenuta in alcune felci utilizzate a scopo gastronomico in Giappone) che possono diventare pericolose per le popolazioni che ne fanno uso. I composti più pericolosi, tuttavia, sono quelli formati durante la cottura e la conservazione di determinati alimenti, nonché quelli aggiunti dall'uomo sottoforma di additivi.
Una temperatura di cottura troppo elevata, come nella carne e nel pesce alla brace, genera ammine eterocicliche ad azione genotossica. Alcuni additivi, come i nitriti e i nitrati, la saccarina, il ciclammato, il BHT, sono composti sospetti poiché hanno dimostrato una azione cancerogena sugli animali da laboratorio.
Per ridurre la probabilità di contrarre un tumore bisogna evitare l'assunzione di cibi addizionati con nitriti, saccarina, BHT, ciclammato.


4. Evita l'eccesso di peso, aumenta l'attività fisica e limita il consumo di grassi

I dati statistici affermano che nei soggetti obesi l'incidenza di tumori è 3 volte superiore alla media. I dati epidemiologici segnalano l'esistenza di un rapporto diretto tra l'incremento del peso corporeo e il rischio di comparsa di alcuni tumori, come quello alla mammella o all'endometrio.
L’obesità è il più comune fattore di rischio per patologie croniche, in particolare aumenta il rischio di diabete, di patologie cardiovascolari e di neoplasie. In particolare è associata ad un aumentato rischio di sviluppare specifici tipi di cancro come adenocarcinoma).
Per sovrappeso si intende un incremento rispetto al peso ideale del 10-30%; per obesità, un eccesso di peso superiore al 30%.

 

SVOLGI ATTIVITÀ FISICA OGNI GIORNO.
Esiste una forte evidenza che alcuni tipi di attività fisica regolarmente praticata il carcinoma del colon, della mammella (post-menopausa), dell’endometrio, del rene e dell’esofago (siano associati ad una riduzione del rischio di sviluppare tumori del colon, tumori mammari, dell’endometrio e della prostata. Un’attività fisica regolare, che comprenda alcuni particolari tipi di esercizi, può essere necessaria per mantenere un peso corporeo ideale, particolarmente nei soggetti con uno stile di vita sedentario. La prevenzione dell’incremento di peso e dell’obesità e la promozione dell’esercizio fisico, idealmente dovrebbero iniziare in età giovanile. Tuttavia, i benefici possono anche essere ottenuti più tardi nel corso della vita se viene adottato uno stile di vita salutare.


5. Evita l'esposizione eccessiva al sole ed evita scottature, soprattutto nell'infanzia

Da tempo si sa che l’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) del sole è causa dei carcinomi basocellulari (il 90% delle neoplasie cutanee) e spinocellulari, tipici dei lavoratori al sole, come pescatori e agricoltori. Non è certa invece la correlazione fra UV e melanoma cutaneo, dove è verosimile che si intrecci l’azione di molti fattori come la familiarità, o la presenza di numerosi nei pigmentati o congeniti giganti. Ci sono individui che hanno sia una particolare sensibilità alla radiazione solare (persona con cute chiara, occhi azzurri, capelli biondi, il cosidetto fototipo nordico) sia una certa predisposizione genetica alle scottature e al melanoma.
La prima regola, quella di non scottarsi è categorica soprattutto per i bambini. Proteggersi, almeno le prime volte in cui ci si espone al sole, con una maglietta ed usare delle creme con un buon fattore protettivo.


6. Attieniti strettamente alle norme che invitano a non esporsi alle sostanze conosciute come cancerogene. Rispetta tutte le istruzioni di igiene e di sicurezza per le sostanze cancerogene.

La prevenzione all’esposizione occupazionale o ambientale ad agenti cancerogeni ha seguito l’identificazione di un congruo numero di agenti cancerogeni naturali o prodotti dall’uomo, e ha portato a una significativa riduzione nello sviluppo dei tumori.
Le neoplasie più frequentemente associate all’esposizione occupazionale sono quelle ai polmoni, alla vescica, il mesotelioma, i tumori della laringe, le leucemie, gli angiosarcomi epatici, i tumori del naso e delle cavità nasali, i tumori della cute.
Si stima che circa il 5% dei tumori è attribuibile all’ambiente di lavoro. Questa proporzione dipende dalla variabilità di esposizione legata all’area geografica, età, stato socioeconomico, e periodo di tempo di esposizione così come dalla concomitante esposizione ad altri agenti cancerogeni come ad esempio il fumo di tabacco. È essenziale che per ogni agente che possa rappresentare un rischio, la natura, il grado e la durata del rischio siano determinati per definire quali misure debbano essere prese per prevenire o ridurne l’esposizione. Tra queste misure, procedure e metodi di lavoro opportuni sono di estrema importanza. Le istruzioni da seguire possono essere la forma di controllo quantitativa per limitare l’esposizione, derivata empiricamente o attraverso procedure formali. La specificazione di un limite di controllo quantitativo di esposizione nell’ambiente generale e di lavoro combina due elementi: la stima quantitativa del rischio associato con un dato livello di esposizione e il livello di rischio riconosciuto come “socialmente accettabile”, con le considerazioni di fattibilità tecnica, e del costo umano ed economico dei vari gradi di controllo.


7. Consulta un medico se noti un rigonfiamento, una lesione che non guarisce (anche in bocca), un neo che cambia forma, dimensioni o colore, o qualunque emorragia anormale.

8. Consulta un medico se presenti continui problemi quali tosse o raucedine persistenti, un mutamento delle abitudini intestinali o urinarie o una perdita inspiegabile di peso.

Questi due punti rientrano potenzialmente nella prevenzione secondaria e servono ad attirare l'attenzione su differenti segni o sintomi visibili del corpo che ognuno può facilmente osservare e che possono essere associati al cancro. E' inequivocabilmente accertato che la sopravvivenza al cancro risulta migliore nella fase iniziale localizzata della malattia rispetto ad una forma successiva avanzata della stessa. Quindi quanto prima nella sua evoluzione un cancro può essere diagnosticato e curato, tanto meglio è per il paziente. Il fine di queste due raccomandazioni è quello di far sì che i sintomi potenziali del cancro non vengano ignorati ma servano come chiaro avvertimento per il singolo a consultare il proprio medico. I segni ed i sintomi descritti non sono specifici del cancro. Quando uno di essi si manifesta, si deve consultare un medico.

Emorragie, lesioni e rigonfiamenti

Il primo sintomo di taluni tipi di cancro in una persona può essere una emorragia anormale, ad esempio sangue nelle feci, sangue nell'urina, sangue nel vomito o fuoriuscita inattesa di sangue dalla vagina nelle donne in post-menopausa. Vi possono essere altre ragioni comuni per il prodursi di queste emorragie ma è sempre saggio che un medico ne accerti le cause. Giova notare che l'esame per determinare sangue occulto nelle materie fecali viene considerato attualmente come un metodo di diagnosi del cancro del colon e del retto e che l'esame citologico e la ricerca microscopica del sangue nell'urina sono comunemente impiegati per taluni gruppi di lavoratori nell'industria chimica.
Una continua o anormale emorragia esterna dal naso, dalle orecchie o da lesioni non sempre fa sospettare a prima vista un processo cancerogeno. Tuttavia quando questi sintomi si manifestano deve essere preso in considerazione un rischio di evoluzione iniziale di un processo cancerogeno.

Rigonfiamenti

La presenza di rigonfiamenti sul corpo o su un organo può essere sintomo di processo tumorale. In via preliminare si cercherà di rilevare rigonfiamenti connessi con il cancro in base all'età, all'organo e alla sede specifica. Testicoli, tiroide, collo, ascella e inguine sono organi e sedi in cui sono presenti linfonodi il cui ingrossamento pò indicare la possibilità di un processo compatibile con quello di un linfoma, di un cancro del tessuto molle o di un processo metastatico.
Tra i linfomi il manifestarsi di noduli non è sempre osservato come primo sintomo di cancro ma bensì come un ampio spettro di sintomi non specifici. La presenza di un nodulo nel seno della donna deve essere associata ad una visita medica.

Nei che cambiano dimensioni, forma o colore

I cambiamenti di forma, dimensioni e colore di una macchia della cute o la comparsa di una nuova lesione cutanea strana e scura, che continua a crescere, sono segnali d’allarme a cui fare attenzione. Potrebbero essere il primo segno del melanoma. Le caratteristiche da osservare sono riconducibili alla formula ABCD, dove A sta per asimmetria (le due metà della lesione non sono sovrapponibli), B sta per bordi frastagliati e irregolari, C sta per colore molto scuro o policromo, D sta per dimensione (il diametro è superiore ai 5-6 mm). A questi quattro criteri si è recentemente aggiunta la E come evoluzione: se la lesione si raddoppia nell’arco di 6 mesi è da considerare sospetta, e l’età: prima della pubertà il melanoma è pressoché inesistente.


9. Partecipate ai programmi organizzati di screening del cancro del collo dell'utero

10. Sorvegliate regolarmente il vostro seno. Partecipate ai programmi organizzati di screening mammografico se avete più di 50 anni.

PREVENZIONE DEL TUMORE AL COLLO DELL’UTERO

Le donne dai 25 anni in avanti dovrebbero partecipare allo screening per il carcinoma della cervice uterina, con la possibilità di sottoporsi periodicamente al pap-test. Questo dovrebbe essere fatto all’interno di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità. In molti paesi in via di sviluppo il carcinoma della cervice uterina è uno dei tumori femminili più frequenti (25% circa) mentre nelle popolazioni industrializzate questa patologia è meno comune, pur rimanendo, dopo il carcinoma mammario, il secondo tumore femminile per incidenza e mortalità. L’introduzione del pap-test, eseguito ogni 3-5 anni, ha drasticamente ridotto la mortalità per questo tumore, pertanto la comunità scientifica è concorde nel raccomandare che lo screening per questa neoplasia sia accessibile a tutte le donne con più di 25 anni d’età. L’infezione da HPV (Human Papilloma Virus), generalmente contratta per via sessuale, è il più importante fattore di rischio per carcinoma della cervice. I moderni test diagnostici, che individuano il DNA del virus, permettono di evidenziare che più del 90% dei carcinomi della cervice e l’80% delle lesioni pre-cancerose sono legate all’HPV. Identificare la presenza del virus diventa quindi uno strumento efficace per anticipare la diagnosi e viene raccomandato in associazione al Pap-test. Un vaccino polivalente contro i tipi più comuni di HPV può quindi essere considerato la via più efficace nella prevenzione dei tumori della cervice uterina, in combinazione con i test di screening.

PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO

Le donne sopra i 50 anni dovrebbero partecipare allo screening per il carcinoma mammario con la possibilità di sottoporsi a mammografia. Questo deve essere fatto all’interno di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità. La mammografia è in grado di riconoscere neoplasie a uno stadio preclinico ed è dimostrato che la diagnosi pre-clinica del tumore al seno con la mammografia è in grado di ridurre la mortalità per questa neoplasia. La mammografia è una semplice radiografia del seno eseguita con un mammografo, apparecchiatura a raggi X progettata per visualizzare la struttura della mammella. L’accuratezza diagnostica continua a migliorare e oggi pochissimi tumori (10%) possono non venire scoperti da questo esame. Da oltre 35 anni milioni di donne si sottopongono ad esame mammografico ed è evidente che non c’è alcun pericolo in quanto l’esposizione ai raggi X avviene a dosi estremamente basse. È il metodo più affidabile per scoprire un tumore molto prima di quanto possa permettere la semplice palpazione. Se il tumore al seno viene diagnosticato precocemente, prima che vengano invasi i linfonodi ascellari, la percentuale di successo del trattamento, e quindi di guarigione, può passare dal 50-60% a oltre il 90% dei casi.

PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLON

La persone con più di 50 anni dovrebbero partecipare allo screening per la prevenzione dei carcinomi colorettali. Questo dovrebbe essere fatto nell’ambito di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità. L’identificazione di lesioni precancerose ben determinate, i polipi adenomatosi, e gli ottimi risultati oncologici associati alla diagnosi e alla terapia di neoplasie in fase iniziale, fa del cancro colorettale un ideale candidato per test di screening. Negli ultimi 25 anni, molti progressi si sono fatti nella diagnosi precoce dei tumori colorettali o degli stati precancerosi, utilizzando i progressi delle metodiche di radiodiagnostica. I
test per rilevare il sangue occulto nelle feci sono stati impiegati dall’inizio degli anni Sessanta, il sigmoidoscopio flessibile è stato introdotto a metà degli anni e la colonscopia è stata disponibile dal 1970.
La ricerca del sangue occulto nelle feci ha dimostrato di poter ridurre la mortalità per cancro colorettale del 16%. L’altissima sensibilità della sigmoidoscopia, maggiore rispetto al test del sangue occulto nelle feci, e della colonscopia, rende entrambe i test sicuramente più efficaci. A dispetto dell’efficacia del test, la maggior parte dei cittadini europei non lo ha mai praticato, vanificando la teorica possibilità di prevenire un quarto dei 138.000 decessi per neoplasie colorettali che si verificano annualmente in Europa. Va ricordato che il carcinoma colorettale rappresenta il tumore maligno con la maggiore incidenza in Italia e in Europa.

VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS DELL’EPATITE B

Circa il 18% dei tumori umani in tutto il mondo possono essere attribuiti ad infezioni persistenti di virus, batteri o parassiti. Nell’Unione Europea questa frazione ammonta a circa il 10%, ed è rappresentata principalmente da quattro tipi di tumore, il cancro della cervice uterina, del fegato, dello stomaco e alcune neoplasie del sistema emo-linfopoietico. I trattamenti antibatterici ed antivirali, così come le vaccinazioni, rappresentano dunque un’importante arma contro il cancro.
Nella gran parte dei casi le neoplasie sono correlate alla positività per il virus dell’epatite B o C (HBV-HCV).
Un vaccino efficace contro l’HBV è disponibile da circa 20 anni. È importante che tutta la popolazione si sottoponga al vaccino perchè la profilassi solo nei soggetti a rischio non funziona nel prevenire la diffusione nella popolazione. Il virus dell’epatite B provoca ogni anno nel mondo milioni di decessi, causati da epatite fulminante, cirrosi epatica e carcinoma epatocellulare. Il quarto gruppo di tumori dove gli agenti infettivi sono sospettati di giocare un ruolo fondamentale nel loro sviluppo, è quello dei tumori del sistema emolinfopoietico (linfomi di Hodgkin, linfomi non Hodgkin e leucemie). Alcuni virus (EBV, HIV, HTLV1, Herpes Simplex tipo 8, HCV) possono essere legati a vari tipi di neoplasie del sistema linfopoietico. Individuare e trattare le infezioni legate a questo tipo di patologie è una delle priorità in Europa dato il forte aumento del numero di soggetti ad alto rischio nella popolazione (soggetti immunodepressi farmacologicamente o da HIV).
In conclusione gli agenti infettivi sono responsabili di una frazione sostanziale di neoplasie in Europa, per il momento le priorità sono l’espansione dei programmi di vaccinazione contro l’HBV e l’inclusione del test per l’HPV nei programmi di screening per i tumori della cervice. Vaccini contro gli agenti infettivi che causano il cancro, specialmente anti HPV e HCV sono una delle vie più promettenti nella lotta ai tumori.

 

FONTE: Codice Europeo contro il cancro. Riveduto a seguito della riunione di oncologi della Comunità europea svoltasi a Bonn dal 28 al 29 novembre 1994.
Il Codice europeo contro il cancro è stato originariamente elaborato e adottato dall'Alto Comitato di oncologi nel 1987. La Commissione ha invitato la Scuola europea di oncologia a costituire un gruppo di esperti internazionali con il compito di esaminare e valutare una eventuale revisione degli aspetti scientifici delle raccomandazioni fornite nel Codice attuale. Questa revisione ha avuto luogo ed una nuova versione è stata adottata dal Comitato di oncologi nella sua riunione del novembre 1994.